Micaela Mau – METAMORPHŌSIS

MicaelaMau

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery è lieta di presentare METAMORPHŌSIS, mostra fotografica di Micaela Mau.

Alla sua prima personale in galleria Micaela Mau presenta una selezione di fotografie di fiori modificate attraverso una serie di processi di post-produzione in modo tale da indebolire il legame tra soggetto reale e la sua rappresentazione fotografica. L’intento è di ridurre questi fiori alla loro forma più pura e di creare qualcosa di nuovo, surreale, partendo da un soggetto comune che nella realtà non potrebbe mai essere visto in questo modo.

“Per me la fotografia non è solamente un modo per fermare impressioni effimere nel tempo e condividere ciò che ha attirato la mia attenzione, ma è anche, soprattutto, un mezzo per interpretare e reinterpretare la realtà.
Il mio lavoro fotografico è costituito principalmente da immagini astratte nelle quali metto alla prova il legame tra riproduzione fotografica e referente reale, talvolta fino a rendere quasi indistinguibile il soggetto originale. A queste opere si accostano progetti più realistici, in cui mi occupo di tematiche relative alla percezione del mondo e come essa viene veicolata attraverso la fotografia”.

Micaela Mau (classe 1986) è un’artista italiana di origini tedesche. Ha studiato comunicazione visiva all’Istituto Europeo di Design di Roma e alla School of Visual Arts di New York, così come Lingue e Culture Straniere all’Università degli Studi Roma Tre.
Durante vari soggiorni di studio e di lavoro a Tokyo, Francoforte e Londra, si avvicina alla fotografia, affascinata dalla relazione ambigua tra immagine fotografica e realtà. Vive e lavora a Firenze.

La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione con Celeste Network. Sarà visitabile dal martedì al sabato con orario 16.00 – 19.30 o su appuntamento.

Sara Colzi, “A occhi chiusi”, 2-30 dicembre 2018

SaraColzi

 

La ricerca fotografica di Sara Colzi nasce dalla curiosità di capire se, e in che modo, le persone non vedenti costruiscono immagini nella loro mente. Questo è stato il punto di partenza per la realizzazione di quattro progetti fotografici, realizzati tra il 2012 e il 2017, che insieme costituiscono un percorso narrativo uniforme. 

Il primo progetto, in ordine narrativo della mostra, si intitola “La memoria dell’acqua”, nato prendendo ispirazione da un libro di Tiziano Terzani in cui l’autore spiega come l’acqua abbia una memoria, trattenga i ricordi. Da qui, Sara Colzi è intervenuta sulle stampe fotografiche incidendole per andare alla scoperta di una tecnica che potesse rendere la fotografia “non visiva” . 

Successivamente le fotografie sono state fatte “vedere” ad una ragazza non vedente dalla nascita, la quale poi ha ridisegnato ciò che aveva visto. Nasce così il secondo progetto che si intitola “Illumina_TE”, realizzato grazie alla collaborazione con Francesca, con la quale Sara Colzi ha trascorso sette mesi alla ricerca di un linguaggio fotografico che oltrepassasse i limiti visivi. Con questo percorso Sara Colzi si è avvicinata, in maniera pratica, alla cecità e alla fotografia non visiva.

Il terzo progetto si intitola “Max”, ed è stato realizzato insieme ad un ragazzo non vedente dall’età di 20 anni con il quale Sara Colzi ha lavorato per circa un anno. Max ha ripreso in mano la macchina fotografica da “non vedente” e si è misurato con il mezzo utilizzandolo non attraverso l’obiettivo ma seguendo il senso dell’udito, quindi fotografando non ciò che che “vedeva” ma ciò che “sentiva”. Attraverso questo nuovo modo di “vedere” Max ha guidato Sara Colzi in un percorso del tutto nuovo ed inusuale per un fotografo alla scoperta di un mondo “non visivo”.

L’ultimo progetto si intitola “Punto di ritorno”, realizzato nel 2012, e scandisce un ritorno all’inizio, al punto di partenza, da cui tutto il percorso ha preso vita, al momento in cui Sara Colzi coprì l’obiettivo della sua macchina fotografica rendendola in qualche modo “cieca”. Da questo processo prendono vita tutte le fasi che hanno portato la fotografa a sperimentare una “fotografia non visiva”. 

La mostra sarà visitabile fino al 30 dicembre dal martedì alla domenica dalle 16.00 alle 19.30.