Mauro Moriconi, UN-FAMILIAR POLAROID

MauroMoriconi

20 maggio – 24 giugno

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery, in collaborazione con Die Mauer Arte contemporanea, è lieta di presentare “UN-FAMILIAR POLAROID” di Mauro Moriconi.

In mostra saranno esposte tre serie di polaroid che fanno seguito agli scatti del progetto UN – FAMILIAR, in cui Moriconi racconta i vari aspetti della famiglia contemporanea, alla luce degli attuali dibattiti sul fenomeno gender e sull’identità della famiglia tradizionale, indagando l’ignoto dei valori fondanti della nostra società, da cui nasce il gioco di parole che dà il nome al progetto UN – FAMILIAR.

Come scrive Paola Martini nella prefazione del catalogo della mostra: “ Alla base di questo lavoro vi è al contempo la curiosità e il desiderio di penetrare la magia della Polaroid, diventata ormai dagli anni ’70 un’icona del pop. Ecco allora che l’artista giunge a scomporre la foto per analizzarne ed eviscerarne la tecnica, fino a coglierne l’incantesimo. Attraverso delicate e precise fasi di pulitura e levigatura, in un sapiente gioco alchemico, Moriconi sottrae vari componenti chimici in modo da bloccare il processo evolutivo dell’immagine. L’intento, ci rivela l’artista, è quello di proteggere i fragili nuclei familiari ritratti dall’inesorabile scorrere del tempo e da quell’inevitabile fenomeno d’invecchiamento che, se esposte alla luce, altera questo genere di immagini”.

Mauro Moriconi (Lucca 1980), concentra il suo interesse su vari temi come il paesaggio urbano, la natura e le diverse facce e stati d’animo dell’essere umano. In un senso più ampio i suoi lavori indagano i contrasti legati soprattutto alla dicotomia fra bene e male, passato e presente, tradizione e modernità. Numerose sono le personali e le collettive cui ha partecipato sia in Italia sia all’estero.

La mostra sarà visitabile fino al 24 giugno con i seguenti orari martedì – sabato 16.00 – 19.30

Tomoko Sugahara, Stefano Loria – “UN ALTRO INVERNO”

Unaltroinverno

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery è lieta di presentare la mostra “Un altro inverno”, doppia personale di Tomoko Sugahara e Stefano Loria. I due artisti presenteranno in mostra una serie di opere di pittura su tela e su carta realizzate negli ultimi anni.

Creati da un lento ed accurato depositarsi di strati pittorici successivi, i lavori su tela di Tomoko Sugahara rimandano ad una idea fondamentale di contemplazione dello spazio. Attirano lo sguardo dell’osservatore dentro un territorio apparentemente vuoto, in realtà attraversato da fenomeni, correnti, sospensioni. Luci e colori dominano il flusso della pittura, determinando i confini di una dimensione sottile e profonda. Anche su carta l’artista opera con estrema sobrietà, sempre esprimendo una visione minimale ma dotata di concentrata energia.

In questa occasione Stefano Loria, per la prima volta, espone alcuni pezzi – di piccolo e medio formato – appartenenti ad una nuova serie. Si tratta di opere su tela, di impianto astratto, caratterizzate dalle tipiche costruzioni visive di questo autore (campiture monocrome su cui vengono ad innestarsi essenziali strutture geometriche, o altri segni scarni e minimali). Su ogni tela è inoltre presente un inserto di carta da incisione – cucito con ago e filo sopra la tela- che ospita un disegno a matita oppure una sottile linea di colore. La tela diviene quindi un campo di tensioni sovrapposte in aperto dialogo: qui pittura e disegno formano un oggetto visivo diviso e ricomposto, molteplice ma al tempo stesso ricondotto ad una significativa unicità.

TOMOKO SUGAHARA è nata a Tokyo nel 1963. Laureata in pittura presso la Tokyo National University of fine Arts and Music nel 1988, successivamente ha ottenuto un master in Belle Arti con specializzazione in pittura murale, affresco e mosaico, presso la stessa università. Ha soggiornato a lungo in Italia, studiando presso L’Accademia di Belle Arti di Firenze. Attualmente collabora con varie università giapponesi insegnando pittura e tecniche del mosaico.

STEFANO LORIA è nato a Firenze nel 1961. Durante gli studi universitari ha lavorato presso la casa editrice Passigli Editori. Dopo essersi laureato in Lettere (con una tesi dedicata ai racconti di suo zio, Arturo Loria) ha collaborato – con articoli dedicati alla letteratura e all’arte contemporanea – a vari giornali e riviste tra cui “l’Unità”, “Tema Celeste”, “Emporio Armani Magazine”. Dal 1989 al 1991 è stato uno degli organizzatori delle manifestazioni di “Ottovolante”, associazione che allestiva nel capoluogo toscano un festival annuale di poesia, letteratura e filosofia. Ha pubblicato (tanti anni fa) una serie di poesie sulla rivista “Nuovi Argomenti”. Dal 1990 ha lavorato in stretto rapporto con la galleria Sergio Tossi Arte Contemporanea di Firenze. Pittura astratta e disegno sono i suoi linguaggi privilegiati. Fin dall’inizio ha svolto una ricerca influenzata da suggestioni opposte: da un lato l ’action painting con l’esplosiva energia gestuale e la forza dirompente del colore, dall’altro le austere ed essenziali linee dell’architettura modernista. Attraverso il tempo il suo stile è divenuto più minimale, nel senso di una crescente attenzione rivolta all’equilibrio tra vitalità dell’esecuzione e struttura dello spazio. Nelle opere recenti la riduzione delle forme tende ad un rigore geometrico, mentre il trattamento del colore è dominato da una disciplina che ne regola le tonalità e le atmosfere.

La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato con orario 16.00 – 19.30, o su appuntamento.

Filippo Bardazzi “se ne sono andati tutti”

FilippoBardazzi

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery ha il piacere di invitarvi alla mostra “se ne sono andati tutti”, di Filippo Bardazzi, a cura di Luca Sposato, in cui, per la prima volta in una personale, il fotografo espone tutto il progetto completo, composto da 21 polaroid, realizzate fra il 2011 e il 2012.

Ponendosi in controtendenza con l’uso delle moderne tecnologie, ma in linea con la necessità di cogliere l’instante tipica dei tempi moderni, Filippo Bardazzi utilizza sapientemente quel mezzo che ha caratterizzato la storia della fotografia del ‘900. Quella di Bardazzi è una ricerca che parte da paesaggi toscani, dove l’assenza antropica lascia spazio al pensiero guidato in un percorso, si può dire, che molto attinge dal contesto cinematografico, raggiungendo un risultato tecnico dal sapore invecchiato.
Nell’introduzione al catalogo, disponibile in galleria, il curatore Luca Sposato scrive: “Se ne sono andati tutti, pone già nel titolo quell’ambiguità tipica e irresistibile della Fotografia, stando a metà tra una domanda e un’affermazione, che risuona in sincrono con l’intenzione e l’identità del Fotografo, che fa Arte senza volerlo ed è Artista senza pretenderlo. Il risultato è una sequenza dodecafonica, immagini che si armonizzano in una scala cromatica, dove i semitoni (gli allacci se preferite) sono evidenti nella ricorrenza di alcune immagini (come Cecina e Vecchiano o Cosa e Sesto Fiorentino), deliziosi enjambements visivi che impreziosiscono il Progetto nel suo insieme”.

La mostra sarà visitabile fino al 5 novembre, dal martedì al sabato con orario 16.00 – 19.30, o su appuntamento.