Silvia Percussi – KAOS

SilviaPercussi

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery è lieta di inaugurare il nuovo anno con la personale di Silvia Percussi dal titolo “KAOS”.
In mostra sarà presentata una selezione di opere dell’ultima produzione pittorica su tela e su carta dell’artista.

Nel testo che accompagna l’esposizione Anna Brancolini scrive: “Così Silvia Percussi enuclea il filo tematico che lega questi piccoli lavori, inaspettatamente dai colori vivaci ed accesi (non solo bianchi e neri) e inaspettatamente di piccolo formato; lavori nati in modo quasi indistinto a autonomo, come se emergessero con forza dai recessi più nascosti dell’animo.
Il kaos è però più apparente che reale, anche se questi pezzi racchiudono, nelle loro perentorie e inusuali cromie, frammenti di un’esistenza che può sembrare priva di senso e in realtà è solo il caleidoscopico intersecarsi di schegge diverse: attimi, sensazioni ed emozioni che ne esprimono l’essenza più vera.
Comunque l’artista continua il discorso intrapreso con gli ultimi, recenti lavori, quasi avvertisse l’urgenza di approfondire il suo linguaggio, di aggiungere particolari significativi e di esprimere sfumature nascoste o pause e silenzi più eloquenti di qualsiasi voce.
Così questa mostra percorre, a breve distanza di tempo, un sentiero già tracciato e presenta ancora superfici vibranti e dinamiche, plurispaziali ma armoniche, le cui reminiscenze artistico-culturali costituiscono solo il velato sostrato di una ricerca spaziale, materica, luminosa e cromatica del tutto autonoma e personale”.

Simone Ferrari – QUARTO VUOTO

SimoneFerrari

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery è lieta di presentare “Quarto vuoto” personale di fotografia di Simone Ferrari.
In mostra saranno presentati dieci scatti che il fotografo ha realizzato durante un viaggio in Oman fra dicembre 2016 e gennaio 2017.

Il progetto di Simone Ferrari prende il nome dal Rub al-Khali, o “quarto vuoto”, il secondo deserto più vasto del mondo, chiamato così perché ricopre un quarto dell’intera penisola arabica ricompreso nel territorio omanita ed in quello saudita.
L’interesse di Ferrari si concentra principalmente sul colore e le divisioni tonali fra cielo e terra caratteristiche del deserto. L’elemento umano scompare dal campo di indagine per far parlare le suggestive architetture delle antiche fortezze tuttora presenti, in un percorso che si alterna fra le morbide e mutevoli linee del deserto e il rigore formale delle strutture murarie.

Elena Marini – La lotta poetica continua

ElenaMarini

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery è lieta di inaugurare la nuova stagione espositiva con la mostra di poesia visiva “La lotta poetica continua” di Elena Marini.
Nell’anno della morte di Sarenco, uno dei capisaldi del movimento che nacque negli anni’60, Elena Marini, sua compagna d’arte e di vita, ne porta avanti un pensiero comune carico di sovversione con una chiara e ferma dichiarazione: la lotta poetica continua. Questo è il titolo scelto per la mostra in cui l’artista presenta gli ultimi lavori realizzati in continuità con gli intenti tipici della poesia visiva di denuncia e derisione degli aspetti più grotteschi e decadenti della società. Circondati da presunti modelli di stili di vita fuorvianti e dissociativi, l’opera di Elena Marini intende richiamare la nostra attenzione su ciò che siamo diventati, su come ci siamo abituati a vivere e ad essere, e soprattutto su quello che stiamo infliggendo alle nuove generazioni.
Come scrive Claudia Placanica nel testo di presentazione della mostra: “La componente ironica,più convenzionale nei collages, innesca la riflessione sulla trasfigurazione di un soggetto in oggetto, sulla metamorfosi pornografica di soggetti codificati dai media alla stregua di categorie. E la sua arte, come un bisturi, rovescia le identità collettive percepite come categorie univoche, fisse, compiute. I soggetti trattati, infatti, sono per lo più quelle categorie non rappresentative nei confronti dei soggetti che dovrebbero rappresentare, ma che il mondo dei media descrive anticipandone le pulsioni e saturando lo spazio retinico (le donne, i bambini, il maschio virile e, più recentemente, l’ambiguo)”.
L’invito che ci rivolge l’artista non è di non cadere nella trappola ma di prendere coscienza del fatto che nella trappola ci siamo già caduti, ora si può solo aprire gli occhi e decidere se perdurare con spirito sonnolento o cominciare ad operare una rivoluzione di coscienze: “Ready for revolution? Sì”.