VASCO/VASQUEZ

Sabato 13 febbraio, ore 17.00

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery ha il piacere di invitarvi all’incontro “Vasco/Vasquez”, dedicato alla poliedrica figura di Vasco Melani, artista, giornalista, professore, direttore di museo e archeologo. L’incontro si terrà presso gli spazi della galleria, in contemporanea con la chiusura della mostra “ANNI ’30, FUTURISTI TOSCANI”, e verterà soprattutto sull’esperienza futurista di Vasco Melani. Interverranno la Dott.ssa Anna Agostini e il Prof. Roberto Agnoletti, curatori della mostra “VASCO MELANI (1910 – 1976) un intellettuale del fare”, allestita presso le sale Affrescate del Palazzo Comunale, dal 23 dicembre 2012 al 3 febbraio 2013. Per l’occasione sarà esposta un’opera donata dal figlio Vanni Melani alla Fondazione Banche di Vignole e Montagna Pistoiese.

Vasco Melani nasce a Firenze nel 1910, dopo la formazione all’Istituto d’Arte di Firenze e poi all’Accademia di Brera, si dedica alla pittura entrando in contatto con il mondo culturale lombardo e in particolar modo con i futuristi milanesi guidati dal 1927 dal giovane Bruno Munari, con cui Vasco prende parte, insieme a Prampolini, Fillia, Marasco, Andreoni e altri alle manifestazioni culturali organizzate dal movimento.

Nella Firenze degli inizi anni ’30, i poli artistici erano L’Accademia di Belle Arti diretta da Felice Carena e l’Istituto d’Arte di Porta Romana presieduta da Ugo Ojetti. Fra i vari luoghi di aggregazione degli artisti, vi era il Conventino, ex convento delle Carmelitane Scalze di Santa Teresa situato vicino a Porta Romana e frequentato, fra gli altri, da Antonio Marasco e Marino Marini e da scrittori come Palazzeschi e Pratolini. Nel 1932 Marasco medita sul possibile distacco da Marinetti, e negli studi del Conventino si inizia a pubblicare “Larno”, un “foglio di battaglie artistiche” di ispirazione futurista, la cui direzione è affidata a Vasco Melani.

Tornato dalla guerra in Africa, ottiene l’abilitazione all’insegnamento di materie artistiche e inizia a partecipare ad una serie di importanti mostre fra cui la XII Mostra d’Arte Toscana, organizzata dal Sindacato Interprovinciale Fascista a Palazzo Strozzi nel 1941. Viene richiamato alle armi con lo scoppio della seconda guerra mondiale e nel 1943, per motivi militari, arriva a Pistoia e partecipa attivamente alla Resistenza. Diventa direttore de “la Voce del Popolo”, organo del Comitato di Liberazione Pistoiese. Nel 1945 è redattore capo di “Non Mollare”, organo del Partito d’Azione di Firenze e corrispondente di “Giustizia e Libertà. Quotidiano del mattino”.

Dall’anno successivo è redattore capo di “La vita dei campi”, organo della Federterra Toscana. Dal 1946 al 1950 è vicedirettore, accanto a Umberto Mariotti, della Scuola d’arte Policarpo Petrocchi, ricoprendo le cattedre di storia dell’arte, disegno e proiezione: inizia così la sua carriera di professore. Nel 1946 fonda e dirige la “Saletta Masaccio”, Centro d’Arte Contemporanea allestito presso nei locali delle “Stanze” di Via Curtatone Montanara, che si presenta come prima galleria permanente sorta con il fine di organizzare mostre di artisti italiani e stranieri contemporanei. Nel 1949 insieme ad alcuni pittori e scrittori, fonda e dirige “Il Ceppo”, un quindicinale d’arte. L’anno seguente organizza, in collaborazione con la Soprintendenza, una mostra d’arte sacra antica nel Palazzo di Giano. Numerose e impegnative sono le attività che lo vedono protagonista attivo della vita culturale della città e che gli porteranno la nomina di Direttore del Museo Civico di Pistoia, carica che riveste con impegno e lungimiranza attraverso una serie di iniziative come la creazione della Sala Ghibellina, nel Palazzo Comunale, che per quasi un ventennio ospiterà le “Settimane dell’Arte Moderna”. Contemporaneamente promuove una valorizzazione del patrimonio storico-archeologico. Muore a Pistoia nel 1976.

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