Elena Marini – La lotta poetica continua

ElenaMarini

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery è lieta di inaugurare la nuova stagione espositiva con la mostra di poesia visiva “La lotta poetica continua” di Elena Marini.
Nell’anno della morte di Sarenco, uno dei capisaldi del movimento che nacque negli anni’60, Elena Marini, sua compagna d’arte e di vita, ne porta avanti un pensiero comune carico di sovversione con una chiara e ferma dichiarazione: la lotta poetica continua. Questo è il titolo scelto per la mostra in cui l’artista presenta gli ultimi lavori realizzati in continuità con gli intenti tipici della poesia visiva di denuncia e derisione degli aspetti più grotteschi e decadenti della società. Circondati da presunti modelli di stili di vita fuorvianti e dissociativi, l’opera di Elena Marini intende richiamare la nostra attenzione su ciò che siamo diventati, su come ci siamo abituati a vivere e ad essere, e soprattutto su quello che stiamo infliggendo alle nuove generazioni.
Come scrive Claudia Placanica nel testo di presentazione della mostra: “La componente ironica,più convenzionale nei collages, innesca la riflessione sulla trasfigurazione di un soggetto in oggetto, sulla metamorfosi pornografica di soggetti codificati dai media alla stregua di categorie. E la sua arte, come un bisturi, rovescia le identità collettive percepite come categorie univoche, fisse, compiute. I soggetti trattati, infatti, sono per lo più quelle categorie non rappresentative nei confronti dei soggetti che dovrebbero rappresentare, ma che il mondo dei media descrive anticipandone le pulsioni e saturando lo spazio retinico (le donne, i bambini, il maschio virile e, più recentemente, l’ambiguo)”.
L’invito che ci rivolge l’artista non è di non cadere nella trappola ma di prendere coscienza del fatto che nella trappola ci siamo già caduti, ora si può solo aprire gli occhi e decidere se perdurare con spirito sonnolento o cominciare ad operare una rivoluzione di coscienze: “Ready for revolution? Sì”.

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RECOMPOSE – Carlo Colli interpretato dalla gallerista Giulia Ponziani

CarloColli

RECOMPOSE, Carlo Colli interpretato dalla gallerista Giulia Ponziani
6 luglio – 5 agosto 2017
opening giovedì 6 luglio ore 21.00 presso STUDIO 38 Contemporary Art Gallery, Corso G. Amendola 38E, Pistoia
orari mostra: lunedì – venerdì 16.00 – 19.30, o su appuntamento

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery, in collaborazione con Die Mauer arte contemporanea, è lieta di presentare la mostra”RECOMPOSE, Carlo Colli interpretato dalla gallerista Giulia Ponziani”, prima personale dell’artista presso la galleria.

L’analisi rivolta più alla sperimentazione dei processi operativi del linguaggio pittorico che alla finalità dello stesso, è la matrice della ricerca dell’artista, che interpreta e ridefinisce la pittura come realtà stessa e non necessariamente come uno strumento per replicarla o filtrarla emozionalmente. In questa dimensione la pittura è quello che si vede, uno strato, come una pellicola che avvolge l’oggetto, il supporto, e lo protegge. E’ questa la finalità e il ruolo che occupa lo strumento della pittura nel pensiero di Colli. Il linguaggio, così svuotato da ogni virtuosismo tecnico e carica emotiva, si manifesta e trova espressione estetica formale nella direzione opposta: nel difetto e in tutto ciò che viene definito tale. La forma è azione, conseguenza dell’analisi di quei processi finalizzati a privare,parzialmente o totalmente, il controllo del risultato. Piega, strappi, limiti tecnici, i segni del tempo, accartocciare, diventano così strumenti di una ricerca formale e di un modo diverso di intendere il linguaggio della pittura, che oltrepassa la dimensione compiuta e immutabile dell’oggetto per esplorare e riflettere la natura caduca, transitoria ed effimera dell’essere nel nostro tempo. Dall’analisi di questi elementi inizia una ricerca che prende forma in diversi cicli di lavori come: Post, Skin, Recompose, Crumpled e Section.

Come scrive lo storico dell’arte Lorenzo Cipriani nel testo del catalogo della mostra: “Recompose è una delle pratiche artistiche prodotte da Carlo Colli in questi ultimi anni, quella che ha adottato per questa sua esposizione personale all’interno della galleria STUDIO 38 Contemporary Art Gallery di Pistoia: carte dipinte mediante una pittura monocroma e strappate in linee parallele realizzate dall’artista secondo la ricerca di una casualità che diventa motivo generativo dell’opera. L’autore di queste fratture è anche colui che le ricompone, mediante nastro adesivo americano fatto aderire con una cura estetica tale da contribuire alla creazione di nuove forme del tutto inaspettate. Ecco che dalla casualità dello strappo, attraverso un processo di riparazione meticoloso e sapiente, emerge l’opera d’arte intesa come processo mentale di ricerca visiva. I titoli di queste opere indicano il tempo impiegato (espresso in ore, minuti e secondi) per la ricomposizione dei pezzi strappati utilizzando le lettere H/M/S”.

Due opere in particolare scandiscono il percorso espositivo della mostra: la prima è un omaggio dell’artista a Pistoia Capitale italiana della Cultura 2017, ispirata al Battistero di San Giovanni in Corte; la seconda è un’opera in cui è chiamata ad intervenire la gallerista Giulia Ponziani, come anticipato nel titolo dato alla mostra. Quella del gallerista è una figura fondamentale che ricopre un ruolo molto attivo nel sistema dell’arte contemporanea: insieme all’artista concepisce la mostra, ne sviluppa il senso all’interno degli spazi espositivi e si occupa poi della comunicazione e diffusione del lavoro. Per questo motivo Carlo Colli ha chiesto, in questo caso, alla gallerista Giulia Ponziani di intervenire e completare un’opera interpretandola secondo la propria sensibilità.

Carlo Colli (1968) vive e lavora a Firenze. “La torre di Babele”, a cura di Pietro Gaglianò, Ex Fabbrica Lucchesi – Museo Centro per l’Arte Contemporanea Pecci, Prato (collettiva 2016), “Temporary/Untemporary”, a cura di Piergiorgio Fornello e Meri Marini, Sciatò Seravalle Pistoiese, (personale 2016), “Profanations formelles” – carte blanche, a cura di Alessandro Gallicchio, YIA #7, Parigi (collettiva 2016), “Vulnus et Vultus”, a cura di Leonardo Conti, presentazione e introduzione di Raffaele Tovazzi, galleria PoliArt Contemporary, Opificio delle Idee, Rovereto (doppia personale 2016), “Carlo Colli – The Others Art Fair”, galleria Die Mauer, Ex Carcere Le Nuove, Torino (personale 2015), “niente è come vedi”, a cura di Luca Sposato, galleria Die Mauer arte contemporanea, Prato (personale 2015), “Nuove opere della collezione tra acquisizioni e proposte Omaggio ad Achille Pace”, a cura di Bruno Corà e Tommaso Evangelista, CAMUSAC Museo di Arte Contemporanea, Cassino (collettiva 2015), “Coscienza Anestetica – Movimento Eventualista – Ipotesi sottrattiva per un’arte relazionale”, a cura di Tommaso Evangelista MUSEO SANNITICO, Campobasso (collettiva 2014), “Materie – MUST”, a cura di Simona Bartolena MUSEO del territorio Vimercate, Castello Trezzo sull’Adda MI (collettiva 2014), “Campo visivo – di Bianco Valente”, a cura di Pietro Gaglianò, SRISA Gallery of Contemporary, Firenze (collettiva 2014), “Carte nomadi – l’indistruttibile caducità della pittura”, a cura di Leonardo Conti, PoliArt Contemporary, Milano (personale 2013), “SPOSTATO”, testo diMartina Sunè, galleria DieMauer Arte contemporanea, Prato (personale 2013), “Section #1”, testo critico di Carolina Lio, galleria Artcore gallery contemporary project, Bari (personale 2013), “The Wall (archives) #8 – beyond the railway“, a cura di Pietro Gaglianò, Borgo Loreto/SP, Cremona, (collettiva 2013), “Step09”, Fabbrica del vapore, galleria Die Mauer, Milano (collettiva 2013), “_Underscore”, Spazio Blanch centro per l’arte contemporanea, Napoli (collettiva 2013).

Presente in diverse collezioni pubbliche e private, dal 2015 una sua opere è parte della collezione permanente del CAMUSAC Museo di Arte Contemporanea di Cassino.

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Mauro Moriconi, UN-FAMILIAR POLAROID

MauroMoriconi

20 maggio – 24 giugno

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery, in collaborazione con Die Mauer Arte contemporanea, è lieta di presentare “UN-FAMILIAR POLAROID” di Mauro Moriconi.

In mostra saranno esposte tre serie di polaroid che fanno seguito agli scatti del progetto UN – FAMILIAR, in cui Moriconi racconta i vari aspetti della famiglia contemporanea, alla luce degli attuali dibattiti sul fenomeno gender e sull’identità della famiglia tradizionale, indagando l’ignoto dei valori fondanti della nostra società, da cui nasce il gioco di parole che dà il nome al progetto UN – FAMILIAR.

Come scrive Paola Martini nella prefazione del catalogo della mostra: “ Alla base di questo lavoro vi è al contempo la curiosità e il desiderio di penetrare la magia della Polaroid, diventata ormai dagli anni ’70 un’icona del pop. Ecco allora che l’artista giunge a scomporre la foto per analizzarne ed eviscerarne la tecnica, fino a coglierne l’incantesimo. Attraverso delicate e precise fasi di pulitura e levigatura, in un sapiente gioco alchemico, Moriconi sottrae vari componenti chimici in modo da bloccare il processo evolutivo dell’immagine. L’intento, ci rivela l’artista, è quello di proteggere i fragili nuclei familiari ritratti dall’inesorabile scorrere del tempo e da quell’inevitabile fenomeno d’invecchiamento che, se esposte alla luce, altera questo genere di immagini”.

Mauro Moriconi (Lucca 1980), concentra il suo interesse su vari temi come il paesaggio urbano, la natura e le diverse facce e stati d’animo dell’essere umano. In un senso più ampio i suoi lavori indagano i contrasti legati soprattutto alla dicotomia fra bene e male, passato e presente, tradizione e modernità. Numerose sono le personali e le collettive cui ha partecipato sia in Italia sia all’estero.

La mostra sarà visitabile fino al 24 giugno con i seguenti orari martedì – sabato 16.00 – 19.30

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