Lando Landini

Lando Landini nasce a Pistoia nel 1925. Dopo la nascita della sorella nel 1929, il padre tenta di andare in America, ma il suo viaggio si interrompe a Marsiglia. Così decise di rimanere in Francia dove lo raggiungono la moglie e i due figli. Nel 1939 rientrano in Italia, a Bonelle. Lando inizia gli studi liceali, e con il sopraggiungere di una forte depressione si mette a dipingere. Trova contatto dapprima con il pittore Umberto Mariotti, poi con Pietro Bugiani e Alfiero Cappellini rientrati dalla guerra. Si iscrive alla Facoltà di Lettere di Firenze dove entra in contatto con Roberto Longhi, con il quale poi si laurea con una tesi su Boccioni e il Futurismo. Dopo la laurea parte per Parigi, dove entra in contatto con la cultura artistica della città, e comincia a collaborare con la rivista Paragone diretta da Longhi. Negli anni ’50 rientra in Italia, frequenta l’ambiente di Botteghe Oscure, conosce Guttuso e Trombadori.  fra le più importanti personali ricordiamo quella del ’54  alla Galleria La Vigna di Firenze, e quella del ’61 alla Galleria Il Milione di Milano. Nel ’64 scrive il saggio su De Stael in occasione della grande mostra antologica del pittore franco-russo presso la Galleria Civica d’arte moderna di Torino. Nel ’78 su incarico del Ministero degli Esteri si reca a Lione dove organizza la mostra su Morandi e quella su Silvestro Lega. Nel ’94 il Comune di Pistoia gli dedica una grande mostra antologica ripercorrendo la sua attività  artistica a partire dagli anni ’40. Negli ultimi anni si è fatto più marcato il distacco dalla pittura figurativa a favore di un energico astrattismi vibrante di colori.

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