Pistoia Contemporary Arts Week End – Palazzi d’Arte, 15/16/17 aprile 2016

Palazzid'Arte

STUDIO 38 CONTEMPORARY ART GALLERY in collaborazione con DIE MAUER ARTE CONTEMPORANEA

presenta

“PISTOIA CONTEMPORARY ARTS WEEK END – PALAZZI D’ARTE”
UN PERCORSO ARTISTICO CONTEMPORANEO ALL’INTERNO DI PALAZZI DEL CENTRO STORICO DI PISTOIA
con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e in collaborazione con Fondazione Marino Marini.

a cura di Luca Sposato

“Suoniamo i campanelli e scappiamo.
Questo è il nostro abituale approccio con l’arte contemporanea.
Ora non più: da adesso l’arte ce la ritroveremo in casa, aprendo la porta di casa e salendo le scale!

Il progetto «Pistoia Contemporary Arts Week End» giunto alla sua seconda edizione, vuole ripristinare il dialogo con l’arte del nostro tempo e il cittadino, avvicinarla per farla sentire più familiare, per ribadire il senso di appartenenza e metterla a confronto con il quotidiano, la dimensione nota e domestica delle corti dei Palazzi storici che costellano la città di Pistoia.

Un modo di fruire due contesti apparentemente contrastanti, che trova similitudini nella musica Jazz, conturbante ma avvolgente, come l’arte che caratterizza le strade pistoiesi, dalle romaniche bicromie marmoree alle facciate di monumenti architettonici moderni, fino all’arte che dovremmo tornare a considerare “nostra”: quella Contemporanea.

Cambiamo approccio, torniamo a bussare contemplando l’attesa. Ovviamente, a ritmo di Jazz.”

VASCO/VASQUEZ

Sabato 13 febbraio, ore 17.00

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery ha il piacere di invitarvi all’incontro “Vasco/Vasquez”, dedicato alla poliedrica figura di Vasco Melani, artista, giornalista, professore, direttore di museo e archeologo. L’incontro si terrà presso gli spazi della galleria, in contemporanea con la chiusura della mostra “ANNI ’30, FUTURISTI TOSCANI”, e verterà soprattutto sull’esperienza futurista di Vasco Melani. Interverranno la Dott.ssa Anna Agostini e il Prof. Roberto Agnoletti, curatori della mostra “VASCO MELANI (1910 – 1976) un intellettuale del fare”, allestita presso le sale Affrescate del Palazzo Comunale, dal 23 dicembre 2012 al 3 febbraio 2013. Per l’occasione sarà esposta un’opera donata dal figlio Vanni Melani alla Fondazione Banche di Vignole e Montagna Pistoiese.

Vasco Melani nasce a Firenze nel 1910, dopo la formazione all’Istituto d’Arte di Firenze e poi all’Accademia di Brera, si dedica alla pittura entrando in contatto con il mondo culturale lombardo e in particolar modo con i futuristi milanesi guidati dal 1927 dal giovane Bruno Munari, con cui Vasco prende parte, insieme a Prampolini, Fillia, Marasco, Andreoni e altri alle manifestazioni culturali organizzate dal movimento.

Nella Firenze degli inizi anni ’30, i poli artistici erano L’Accademia di Belle Arti diretta da Felice Carena e l’Istituto d’Arte di Porta Romana presieduta da Ugo Ojetti. Fra i vari luoghi di aggregazione degli artisti, vi era il Conventino, ex convento delle Carmelitane Scalze di Santa Teresa situato vicino a Porta Romana e frequentato, fra gli altri, da Antonio Marasco e Marino Marini e da scrittori come Palazzeschi e Pratolini. Nel 1932 Marasco medita sul possibile distacco da Marinetti, e negli studi del Conventino si inizia a pubblicare “Larno”, un “foglio di battaglie artistiche” di ispirazione futurista, la cui direzione è affidata a Vasco Melani.

Tornato dalla guerra in Africa, ottiene l’abilitazione all’insegnamento di materie artistiche e inizia a partecipare ad una serie di importanti mostre fra cui la XII Mostra d’Arte Toscana, organizzata dal Sindacato Interprovinciale Fascista a Palazzo Strozzi nel 1941. Viene richiamato alle armi con lo scoppio della seconda guerra mondiale e nel 1943, per motivi militari, arriva a Pistoia e partecipa attivamente alla Resistenza. Diventa direttore de “la Voce del Popolo”, organo del Comitato di Liberazione Pistoiese. Nel 1945 è redattore capo di “Non Mollare”, organo del Partito d’Azione di Firenze e corrispondente di “Giustizia e Libertà. Quotidiano del mattino”.

Dall’anno successivo è redattore capo di “La vita dei campi”, organo della Federterra Toscana. Dal 1946 al 1950 è vicedirettore, accanto a Umberto Mariotti, della Scuola d’arte Policarpo Petrocchi, ricoprendo le cattedre di storia dell’arte, disegno e proiezione: inizia così la sua carriera di professore. Nel 1946 fonda e dirige la “Saletta Masaccio”, Centro d’Arte Contemporanea allestito presso nei locali delle “Stanze” di Via Curtatone Montanara, che si presenta come prima galleria permanente sorta con il fine di organizzare mostre di artisti italiani e stranieri contemporanei. Nel 1949 insieme ad alcuni pittori e scrittori, fonda e dirige “Il Ceppo”, un quindicinale d’arte. L’anno seguente organizza, in collaborazione con la Soprintendenza, una mostra d’arte sacra antica nel Palazzo di Giano. Numerose e impegnative sono le attività che lo vedono protagonista attivo della vita culturale della città e che gli porteranno la nomina di Direttore del Museo Civico di Pistoia, carica che riveste con impegno e lungimiranza attraverso una serie di iniziative come la creazione della Sala Ghibellina, nel Palazzo Comunale, che per quasi un ventennio ospiterà le “Settimane dell’Arte Moderna”. Contemporaneamente promuove una valorizzazione del patrimonio storico-archeologico. Muore a Pistoia nel 1976.

anarcoarabesque – performance di Elena Marini

anarcoarabesque

STUDIO 38 Contemporary Art Gallery è lieta di presentare “Anarcoarabesque”, performance di Elena Marini.
Ispirata a due delle infinite componenti presenti nella vita e nell’opera della scrittrice pistoiese Leda Rafanelli – l’attività politica nel movimento anarchico e la sua orgogliosa discendenza da sangue arabo – la performance di Elena Marini si svolge in un ambiente che è memoria della stanza della scrittrice e della quale richiama odori e colori.
Leda Rafanelli nasce a Pistoia il 4 luglio 1880 da una famiglia di origini livornesi e inizia a lavorare in giovanissima età in una tipografia. Si trasferisce per un periodo, insieme alla famiglia, ad Alessandria d’Egitto, dove entra in contatto con il gruppo anarchico della Baracca Rossa. Tuttavia con il tempo si distacca dalle idee interventiste degli anarco-individualisti, per scegliere la strada del socialismo libertario. Si sposa con con Ugo Polli con il quale a Firenze fonda la casa editrice Rafanelli-Polli. Il matrimonio sarà però di breve durata. Dopo la separazione dal marito la Rafanelli si lega a Carlo Carrà con cui avrà un rapporto breve ma intenso. Nel 1908 si trasferisce a Milano insieme al nuovo compagno Ettore Molinari per collaborare alla rivista “La Protesta Umana” che rifonda il movimento anarchico milanese annientato durante le repressioni di fine ‘800. In una scheda del 4 agosto 1908 la Pubblica Sicurezza scrive: «Leda Rafanelli riscuote in pubblico fama di persona piuttosto libera nella condotta morale, anche per i suoi principi di libero amore. Ha intelligenza molto svegliata e cultura superiore alla media acquistata con la lettura assidua e con l’assimilazione di libri, opuscoli, riviste sociologiche. Ha frequentato appena le scuole elementari».
Collabora attivamente alla Società Editrice Milanese, poi Sociale, fondata da Monanni, la più importante casa editrice anarchica italiana. Sono gli anni in cui Leda Rafanelli conosce e frequenta Mussolini all’epoca ancora socialista, con simpatie anarchiche, e direttore del L’Avanti!. I due si incontrano spesso nell’appartamento di Leda, in via Monza a Milano, arredato in stile orientale con divani bassi, un braciere con l’incenso, le iscrizioni coraniche alle pareti, i tappeti e le stuoie: “Anche in quella casa, – che sapevo essere provvisoria, – io mi ero creata il mio ambiente «illusorio», la mia stanza orientale, il mio luminoso harem, come il Destino mi ha concesso di fare in ogni mia abitazione, fino all’ultima casa felice (…). Forse, anzi, senza forse, ci fu in me l’ambizione di farmi vedere nel mio vero ambiente, nel mio vero costume musulmano, in mezzo alle cose mie, tra i cuscini ricamati in oro, alla luce della lampada araba, dal pavimento coperto di stuoie intrecciate e il mio braciere bruciante d’incenso e profumi orientali”.
La loro frequentazione si interrompe alla vigilia della Grande Guerra, quando Mussolini si schiera dalla parte degli interventisti, con conseguente espulsione dal partito socialista, e Leda, assieme a Nella Giacomelli, altra protagonista dell’anarchismo milanese, prosegue la sua battaglia contro ogni guerra, convinte entrambe che soltanto le donne possono fermarla. Le lettere fra Leda e Mussolini non furono mai trovate durante le numerose perquisizioni che la polizia fascista effettuò a casa di Leda e nei locali della casa editrice perché portate al sicuro in Romagna, conservate dal pittore Luigi Melandri. Finita la guerra, esse furono raccolte nel libro Una donna e Mussolini, pubblicato da Rizzoli alla cui poltrona di direttore editoriale era Giuseppe Monanni, dal quale la Rafanelli si era separata da tempo dopo la morte del figlio per malattia. L’attività della Società Editrice Sociale cessa con l’ascesa al potere del Fascismo, e Leda è costretta al silenzio politico.
A causa delle ristrettezze economiche in cui si ritrova, inizia il suo percorso da chiromante. «È un dono che sento di possedere fin da bambina, la mano è una pagina dove uno scrittore ignoto ha segnato le vicende segrete dell’individuo che porge il palmo, ma la chiromanzia non è una scienza e dubito assai di tutti i maestri delle scienze occulte», così scrive Leda, alla fine degli anni ’30, nel suo libro Memorie di una chiromante con lo pseudonimo di Djali. Muore a Genova il 13 settembre 1971, ricordata come esponente intellettuale dei futuristi di sinistra soprannominata la zingara anarchica.

Elena Marini, nata a Pistoia il 19 luglio 1975, è artista concettuale, collagista, body artist e performer. Ha lavorato con artisti di fama internazionale fra i quali: Eugenio Miccini, Aldo Rostagno, Sarenco, Mauro Dal Fior, Vanessa Beecroft, Tom Sachs e Luc Fierens. E’stata modella per le Accademie di Belle Arti di Firenze, Parigi, Versailles. Numerose sono le sue partecipazioni come artista e performer in manifestazioni collettive in Italia e Francia.

La performance si terrà sabato 6 febbraio, alle ore 18.00, presso STUDIO 38 Contemporary Art Gallery, in Corso G. Amendola 38E, Pistoia. Ingresso libero.